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L'anarchico tra i porticati della canzone

 

In occasione del quindicesimo anniversario dalla scomparsa di Giorgio Gaber è uscito “Le donne di ora” un nuovo album ideato e prodotto da Ivano Fossati, presentato lo scorso 27 marzo presso il “Piccolo Teatro Grassi”. Tra il pubblico c'erano anche i ragazzi del "Caterina da Siena", invitati da "Eni scuola". Il disco, realizzato in collaborazione con la “Fondazione Gaber”, comprende la selezione dei brani che il cantautore ligure ha voluto rimasterizzare e ritrae in copertina il signor G con la figlia Dalia. La serata è stata presentata da Massimo Bernardini, noto conduttore televisivo e biografo dell’autore di successi come “Non arrossire”, “La ballata del Cerutti” e “Porta Romana”. 

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Il signor G di Ivano Fossati

Il teatro-canzone è stata una vera e propria forma espressiva, che coniugava libertà intellettuale e responsabilità civile. La sferzante verità di Giorgio Gaber, rimasta intatta negli anni, è tuttora capace di scuotere le coscienze e parlare al cuore della gente.

In occasione del quindicesimo anniversario della sua scomparsa, è uscito “Giorgio Gaber - Le donne di ora”, un nuovo album ideato e prodotto da Ivano Fossati, presentato lo scorso 27 marzo presso il “Piccolo Teatro Grassi”. Il disco, realizzato in collaborazione con la “Fondazione Gaber”, comprende la selezione dei brani che il cantautore ligure ha voluto riprodurre secondo le più avanzate tecnologie del suono e ritrae in copertina il signor G con la figlia Dalia. La serata è stata presentata da Massimo Bernardini, noto conduttore televisivo e biografo dell’autore di successi come “Non arrossire”, “La ballata del Cerutti”, “Porta Romana”.

Il viaggio nel tempo, tra filmati e musica, è partito da “Ciao ti dirò” del 1958 fino a un inedito del 2002, “Le donne di ora”. Quando Fossati l’ha ascoltato per la prima volta era «tralasciato, abbandonato, con solo un basso, una batteria, una chitarra e nient’altro, l’ho trovato strano, perché la canzone era bellissima. Giorgio la pensava come singolo, ma non era venuta come voleva lui ed era stata scartata». Ora sono stati aggiunti gli strumenti che mancavano, cercando di immaginare quale suono sarebbe piaciuto a Gaber: «mi è venuto in mente Van Morrison, un suono ruvido, potente, generoso, non patinato e ho cercato di farlo così».

Il brano è di straordinaria attualità nel delineare le difficoltà tra uomo e donna: «in questa canzone, dalla visione lucida e tagliente, emerge che le donne lo impensierivano. Io - ha confessato Fossati - non sarei stato capace di scrivere un brano così. Lui era capace di entrare in un tema delicato con leggerezza e ironia, lasciando trasparire i pensieri. La sua capacità era renderci le cose apparentemente semplici: quella era la sua chiave, che io non ho, le mezze tinte non sono il mio forte». L’eresia di Gaber è tutta qui, gran parte della sua vita è stata una deviazione dal percorso più ovvio, una diserzione consapevole dal successo per essere «un uomo nuovo / talmente nuovo che si vede a prima vista / sono il nuovo conformista».

 

Ludovico Albertini

 


Pubblicata il 15 aprile 2018